IL CIRCO MASSIMO
TRAIANO, sesterzio. RIC 571
Il Circo Massimo, fu il più grande edificio di tutti i tempi per ospitare spettacoli. Le sue origini probabilmente risalgono a Tarquinio Prisco che ne ordinò la costruzione. Era lungo 600 m. e largo 140. Giulio Cesare realizzò un vero e proprio edificio in muratura ma l'intervento di Augusto completò e restaurò l'ippodromo, lo decorò con l'obelisco di Ramses II, alto 23 metri ora a piazza del Popolo, e costruì il pulvinar, un posto d'onore, una sorta di tribuna, riservato in particolare all'imperatore quando assisteva ai giochi. Allora era capace di 60.000 spettatori.
Tiberio e Nerone provvidero ad abbellire il Circo con statue ed un arco trionfale al suo ingresso. Subì numerosi incendi e conseguentemente restaurato, in epoca Traianea parte il crollo di parte delle gradinate costrinsero l’imperatore ad una estesa ristrutturazione dell’edificio che venne ricostruito quasi integralmente. La sua inaugurazione nel 103 è commemorata in un’emissione di un sesterzio nel quale una vista dall’alto del Circo con le arcate che sostengono le gradinate, l’alto obelisco e molte statue. A sinistra, sopra l’arco d’ingresso, una quadriga trionfale mentre sullo sfondo le residenze imperiali del Palatino. I due lunghi bracci rettilinei delle gradinate si unificavano nell'emiciclo al cui centro c'era l'arco a tre fornici in onore di Tito. All'estremità, opposta, disposte su ampia curva erano i dodici carceres sormontati da una loggia. Al centro dell'edificio era la spina, alle cui estremità vi erano mete tricuspidate. Era decorata con colonne, gruppi statuari, altari, piccoli templi come quello dedicato a Murcia che era, secondo la tradizione, il nume tutelare della Valle Murcia dove era collocato il Circo. L'altare di Conso, era sotterraneo presso le prime mete, il sacello di Murcia si trovava nell'area della pista a ridosso della cavea ed il tempio del Sole era inserito all’interno delle gradinate.
In un denario di Adriano, il Genio del Circo Massimo, seduto
sulla spina,
con una ruota poggiata
sulle ginocchia, tiene una delle due mete.
Subì ancora ristrutturazioni sotto Adriano e sotto Antonino Pio si verificarono nuovi crolli che costrinsero a nuovi lavori. Settimio Severo ne celebrò i fasti battendo uno strepitoso aureo con il Circo Massimo che raffigura al suo interno alcuni atleti intenti in gare di lotta e di atletica.
SETTIMIO SEVERO, aureo. RIC 260.
SETTIMIO SEVERO, aureo. RIC 157, Cohen
118
Questo raro tipo commemora i Ludi saeculares
organizzati da Settimio Severo nel 204. La spina
del Circo Massimo era stata organizzata come una nave.
Sull’obelisco centrale era stata montata una vela; si notano quattro
quadrighe in corsa intorno alla nave e
in primo piano sette animali. La scena è descritta dallo
storico Cassio Dione che riferisce: l'intero anfiteatro, organizzato a
forma di nave, ospitava quattrocento animali che potessero poi essere
rilasciati. Durante quei festeggiamenti improvvisamente fuoriuscirono
settecento animali, sia selvatici che domestici: leonesse, pantere, leoni,
struzzi, asini selvatici e bisonti, che corsero fuori e vennero abbattuti.
"(LXXVII, 4-5).
La presenza degli aurighi su questa moneta è probabile in
riferimento alle gare del circo che Severus anche
tenuto in commemorazione di questa occasione, oltre a giochi gladiatori, e la
distribuzione di un donativo. Dalle scarse resti frammentari di
Caracalla aumentò ulteriormente la capacità dell’edificio e dispose ulteriori abbellimenti che commemorò con l’emissione di nuove monete datate tra il 212 e il 213.
CARACALLA, sesterzio. RIC 500
Numerosissimi gli interventi degli imperatori successivi, sia strutturali sia decorativi come l'erezione del gigantesco obelisco portato a Roma da Costante II, ora al Laterano. Il circo rimase in attività, forse solo parzialmente, fino al 549 quando Totila dette gli ultimi giochi.
Il Circo Massimo nel plastico del Museo della Civiltà
Romana – Roma.